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" Dio mio ! mi aiuti !!!!" ho un bambino in grembo e non so nemmeno dove dormire stasera! » è stato il grido di disperazione di Vola, giovane ragazza di 19 anni ; « Che cosa dire ai miei nonni ? » Mi hanno inviata in città per lavorare; «un’opportunità unica, diceva quell’uomo ricco, al volante di una bella macchina» Se vuoi lasciare questa campagna dove c’è solo miseria, vieni con me ad Antananarivo, è una bella e grande città. Io stesso, ho una bella e grande casa dove potrai lavorare!
Innocente, sprovveduta, giovane e fresca, invece di trovare fortuna, Vola si è ritrovata incita e senza tetto, piena di vergogna; non puo più tornare a casa dai nonni, lei stessa era la figlia di una ragazza madre; la sua propria madre è scappata lasciandola a carico dei nonni che vivono dei frutti dell’agricoltura in campagna; no! Non puo’ imporre un’altra volta il suo peso a questi poveri vecchi. Ma dove andare? Nessun vuole alloggiare una ragazza incinta; unica soluzione: il suicidio. Ma Dio è grande : anche questo atto fu mancato e Vola ha trovato rifugio da una coppia commossa dalla sua disperazione. Si tratta di Fidèle e di sua moglie. “vieni a casa nostra; non siamo ricchi ma la mia padrona ha un’Associazione che si occupa di bambini e di mamme in difficoltà”
E Fidèle si e’ ritrovato a raccontare la storia della ragazza a Cinzia che senza esitare fece la promessa di dare una mano; Quest’ultima, ha preso contatto immediatamente con le autorità malgasce, cercando di trovare il modo migliore di aiutare la ragazza e soprattutto di preservare il nascituro
Cinzia ha chiamato un’amica, italiana come lei, direttrice di un centro che accoglie i bambini abbandonati. La convince ad accogliere il bimbo alla nascita perché Vola ha deciso che non potrà mai occuparsi del bambino. Lei stessa, non sa nemmeno che cosa fare della sua persona. Ma ha promesso anche di non togliersi più la vita.
E cosi’ e” stato : grazie all’intervento dell’Associazione Fihavanana, tre settimane dopo la sua nascita, la bimba Mirantsoa e’ affidata dal Tribunale di Antananarivo ad un bel centro per bambini orfani, la “maison de famille”.
E questo e’ stato anche possibile grazie al contributo di Fidèle, di sua moglie e di sua suocera la quale ha curato il bimbo”E’ stato duro separarsi di questo bimbo dopo averlo tenuto tra le braccia per tre lunghe settimane, ha detto in confidenza” Ma non potro’ mai sostituire la mamma. Quest’ultima , il viso cupo e la testa bassa guarda altrove, interrogando il futuro! La stessa questione ritorma sempre : Cosa fare adesso? Fra un’anno diventerà maggiorenne e potra’ proporre sua figlia all’adozione; un’anno!! Un anno per decidere della vita di Mirantsoa. Senza la vostra Associazione, disse, saremmo già morte tutti e due!
Siamo stati noi oppure è stato il Destino? Dare una mano, alcune volte, è vitale ma finalmente non è poi cosi’ difficile : basta una buona dose di volontà!
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