« Il depauperamentodell’Educazione » di Michella RAHARISOA EDIZIONE SPECIALE 29 DICEMBRE 2011 DEL QUOTIDIANO L’EXPRESS de Madagascar – pagina 25
Con l’Associazione Fihavanana alla scoperta del Centro TO.PA.ZA
Mi chiamo Sarah RAZAFINDRAFITO e sono una studentessa di Giurisprudenza all’Università di Antananarivo. Fin dal liceo nutrivo il desiderio di studiare Scienze Sociali per poter, in seguito, esercitare una professione a contatto con la gente e che potesse essere loro di utilità. Prima di iniziare il mio terzo anno universitario mi sarebbe piaciuto effettuare un’esperienza nel mondo del lavoro ma, purtroppo, gli stages a cui potevo accedere, non avevano nulla a che vedere con il Sociale/Umanitario fino a che non sono entrata in contatto con l’Associazione Fihavanana.
E’ stata l’Associazione Fihavanana che mi ha offerto l’occasione di iniziare il mio apprendistato nel Sociale e di fare la conoscenza della sua calorosa equipe ! Dopo aver passato i primi due giorni in ufficio, dove ho cercato di capire il funzionamento delle numerose richieste d’aiuto, a partire dalle persone malate fino alle famiglie estremamente povere, mi ritrovo a fare la mia prima esperienza su campo… ed eccomi qui ! Il 6 settembre incontro per la prima volta Mélanie Garnotel e Camille Branche, due giovani volontarie di un’associazione pedagogica francese che si chiama «Colore le Monde» (Colora il Mondo) e che collaborano con l’Associazione Fihavanana e, già dal primo momento, sono travolta dal loro entusiasmo alla sola idea di rivedere i bambini del centro To.pa.za.
In effetti, Mélanie e Camille sono già state in Madagascar ed hanno anche già collaborato con la Fihavanana, nel dicembre 2010, effettuando dei corsi di arti figurative presso il Centro To.pa.za. In dicembre le ragazze avevano già portato forniture per il disegno, libri, giochi e tutto cio’ che sarebbe servito per il buon passatempo dei bambini, risultato del lavoro della loro associazione in Francia dopo più di un anno di collette di tutti i generi e di preparazione del viaggio. Dalle loro voci traspariva una gioia tinta da una leggera inquietudine perchè, pur essendo molto felici di rivedere i bambini del To.pa.za., erano altrettanto ansiose all’idea che qualcuno di loro avrebbe potuto non riconoscerle... Ma quando il cancello del Topaza si è aperto… che piacevole sorpresa… e che urla di gioia! solo sorrisi e smorfie allegre ! Nessuno le aveva dimenticate !! Mentre ci scambiavamo saluti e convenevoli con la Signora Herizo ed il Signor David, responsabili del centro, i ragazzi più grandi, ma soprattutto le ragazze perché sono meno timide, si precipitano ad abbracciarci ed i più piccoli, seduti sull’erba del prato con i loro giochi, spalancano contenti i loro grandi occhioni !
Una volta saliti tutti nella biblioteca, abbiamo voluto aspettare i pochi ragazzi che avevano già iniziato la scuola, e non erano ancora rientrati al centro, per aprire un’enorme borsa con dell’ulteriore materiale da utilizzare per i nuovi atelier del mese in programma.
Fieramente attaccati sui muri, potevo ammirare i capolavori di dicembre 2010 e potevo cogliere l’eccitazione dei bambini al solo pensiero di un programma simile per i giorni a venire. Cosi dal 7 al 10 settembre la mia prima missione su campo è stata quella di assistere le ragazze per facilitare la comunicazione con i bambini che non parlano francese e per aiutarle negli ateliers di arti figurative…perchè i bambini sono dei veri artisti in erba!!
Per tre giorni di seguito li abbiamo impegnati tutte le mattine e, a dire il vero, erano cosi contenti e motivati che se avessimo permesso loro di lavorare tutta la giornata lo avrebbero accettato molto volentieri!! Per poter lavorare in modo più omogeneo, ed anche più proficuo, li abbiamo divisi in gruppi di età : i piccoli, i medi ed i grandi (già adolescenti). Era un piacere vederli arrivare, prendere posto e sentire il silenzio che scendeva quando Mélanie iniziava ad illustrare la storia del pittore con cui poi si sarebbe lavorato. Per tre giorni abbiamo rivisitato l’astratto di Kandisky, l’impressionismo di Monet e Van Gogh e gli arabeschi di Klimt. Nel gruppo degli adolescenti abbiamo scoperto dei giovani talenti come Eugène che ha perfettamente riprodotto le Ninfee di Monet oppure Nambinina, il perfezionista, che finiva sempre dopo gli altri per poter fare un lavoro migliore… era cosi meticoloso che è stato soprannominato l’architetto !!!
Con i più piccoli, invece, ci siamo maggiormente dedicate a lavori più manuali: producendo degli anelli con vecchi bottoni al posto delle pietre per la gioia delle femminucce, dipingendo biglietti di ringraziamento e saluti con la forma del palmo della mano, creando cornici per foto con il cartoncino colorato ed i tappi di bottiglia in plastica colorata e riproducendo le girandole di carta colorata… che già l’anno precedente avevano riscosso un gran successo!! Tre giorni all’insegna di collages, pittura, disegni, scubidù e tutto cio’ che ci sembrava "creativo"… sia i piccoli sia i grandi, tutti, erano motivati e spinti dall’idea che i loro capolavori avrebbero poi decorato le pareti delle camere oppure quelle della biblioteca facendo una piccola esposizione al Topaza…
Ecco come sono entrata nella calorosa famiglia dell'Associazione Fihavanana e del Topaza in un atmosfera di lavoro gioiosa grazie alle risate e all’entusiasmo dei piccoli. Ogni fine giornata mi sentivo un po’ più attaccata a loro, meravigliata per la facilità che hanno di adottare e amare delle persone del tutto sconosciute ! Dopo la festa pomeridiana del 10 settembre insiema alla Signora Cinzia (Presidente dell’Associazione Fihavanana), Elisabetta che la seconda, Camille, Mélanie e tutta l’équipe pedagogica del centro, il Signor David mi ha confessato che per lui i bambini del Topaza sono i «voninkazon'Andriamanitra», ovvero «i fiori del Signore» perchè ognuno di loro è più fragile e più prezioso di un fiore… ed aveva ragione…