« Il depauperamentodell’Educazione » di Michella RAHARISOA EDIZIONE SPECIALE 29 DICEMBRE 2011 DEL QUOTIDIANO L’EXPRESS de Madagascar – pagina 25
La Storia della signora Georgine
Quando Cinzia accompagna i suoi figli la mattina a scuola incontra spesso un bambino che chiede l’elemosina oppure qualcosa da mangiare. E’ un bel bambino, occhi grandi ed un’aria allegra e spavalda che quasi non sembra essere un bambino con una famiglia "difficile" alle spalle. Cinzia vuole sapere di più sulla sua storia e chiede a Fidèle di andare a
cercare qualcuno della sua famiglia e invitarlo nell’ufficio della Fihavanana. E infatti, qualche giorno dopo, il nostro ufficio si riempie di due signore e ben cinque bambini delle età più disparate. La matriarca della famiglia è la Signora Georgine di quasi 74 anni che è stata a lungo sposata con un uomo originario della Reunion e quando lavorava come colf in una famiglia francese ha avuto anche l’opportunità di andare in Francia ed in Spagna. É una vedova energica e di vecchio stampo, con una integrità ed una dignità difficilmente intaccabile. Dal suo matrimonio è nato un figlio maschio che è, purtroppo, morto insieme alla moglie da ormai lungo tempo e che le ha lasciato una figlia da accudire. É sua nipote che abbiamo di fronte a noi, la Signora Sophie, mamma dei cinque bambini.
Come spesso succede in questo paese i cinque bambini sono figli di padri differenti che hanno già preso il largo e probabilmente avranno altre famiglie. Sia la Signora Georgine sia la nipote Sophie non lavorano e hanno bisogno di un sostegno economico. É cosi che l’Associazione Fihavanana ha deciso di farsi carico delle spese di affitto della casa e di mandare a scuola i bambini in età scolare. Il più grande è Dilane, chiamato da tutti Bolo (che significa caramellina)... forse è per il suo carattere docile e gentile. Ha 14 anni e decidiamo con lui di iscriverlo al Collegio dei Padri Salesiani di Don Bosco dove potrà terminare la scuola dell’obbligo, e una volta superati gli esami, avrà la possibilità di fare tre anni di scuola professionale da scegliersi in quattro settori diversi: agricolo, lavorazione del legno, lavorazione dei metalli, meccanica automobilistica. Bolo in realtà ha già riflettuto poiché ha una grande passione per i motori... ma vedremo cosa sarà meglio per lui alla fine di questo primo anno scolastico. C’é poi Celia, chiamata da tutti Fanja, di 12 anni che accetta volentieri di andare al Collegio delle Suore Orsoline di Verona che, tra i numerosi centri, ne hanno uno a Sabotsy Namehana vicino a Tanà. Lei frequenterà la scuola dell’obbligo fino alla preparazione per il liceo e poi vedremo cosa sarà più opportuno intraprendere come attività.
Ed ora arriviamo a Moise, il bel bambino che la nostra Cinzia incontrava per strada. Moise ha compiuto dieci anni lo scorso
maggio ed inizialmente accetta volentieri di andare insieme a suo fratello Bolo nel Collegio dei Padri Salesiani. Purtroppo pero’ è il bambino più ribelle della famiglia che da troppo tempo è abituato alla vita in strada dove ormai riesce a cavarsela benissimo per ottenere quel poco di denaro che gli permette di comprarsi le merendine di cui è ghiotto dandogli la possibilità di stare tutto il giorno fuori casa a godersi la libertà di chi non ha e non vuole vincoli familiari. Moise infatti dopo quattro giorni che è in Collegio e deve rispettare regole, orari e, soprattutto, deve andare a scuola ed impegnarsi nello studio, scappa perchè quella del collegio non è proprio una vita che si adatta al suo carattere ed ai suoi ritmi. Scappa per rientrare a casa della nonna raccontando frottole e dicendo che i Padri Salesiani gli avevano dato il permesso di rientrare. Dopo lunghi discorsi, dure trattative, mezze bugie e scuse tra lui, la nonna e Padre Innocente direttore del Centro Don Bosco si arriva alla conclusione che Moise resta a casa con la nonna e non ritorna più in collegio. Noi dell’Associazione Fihavanana siamo molto dispiaciuti ma è anche vero che non si puo’ obbligare un bambino di dieci anni a fare una vita che non vuole e che non riescono ad imporgli nemmeno sua madre e sua nonna. È difficile accettare queste scelte, noi dell’Associazione spesso incorriamo in questo genere di problemi e non sempre riusciamo ad operare comme vorremmo, purtroppo.
Siamo arrivati a David. Lui ha compiuto otto anni lo scorso aprile. È un bambino molto dolce e, malgrado l’esempio di suo fratello Moise, è dispiaciuto quando apprende che è troppo piccolo per poter entrare in Collegio nel Centro Don Bosco. Lui vorrebbe andare a scuola, imparare a leggere e scrivere, imparare un "mestiere" che possa successivamente dargli da vivere. Noi dell’Associazione Fihavanana siamo pienamente disponibili a sostenerlo e quindi, insieme alla nonna, decidiamo di iscriverlo ad una scuola vicino casa per avere delle basi scolastiche, verificare le sue possibilità e, se tutto procederà positivamente, tra qualche anno, si potrebbe nuovamente chiedere la disponibilità del Collegio di Don Bosco ad accoglierlo. Sembra una prospettiva che piace a tutti ma soprattutto David ci fa un gran sorriso... ed è questo che conta...